Il giardino come metafora della vita

leggendo "Il piacere di pensare" di James Hillman

27-09-2018
HAKUSHA

"Il giardino è pieno di metafore, penso in particolare al giardino giapponese dove quest'idea mi è apparsa in maniera chiarissima. Tutto quello che accade nel giardino è pieno di metafore della nostra vita psichica, che si tratti di un ponte, di un sentiero tortuoso o di foglie cadute (...) tutte le descrizioni di ciò che succede nel giardino durante il ciclo delle stagioni riguarda al tempo stesso la psiche: le foglie che cadono, la paralisi della vita che riprende in primavera, il movimento dell'acqua, le rocce. Sono tutte esperienze che fa anche l'uomo, solo che non le esprime con lo stesso linguaggio, mentre il giardino lo dice con il linguaggio della Natura."   

James Hlilman

L'haiku giapponese esprime molto bene queste metafore servendosi di immagini; non parla di un "me" ma di un ciliegio, di un fiore che cade o di acqua che scorre limpida o dell'inverno.

"L'acqua adesso scorre limpida" è un'esperienza che l'anima conosce e che noi, nella nostra cultura esprimiamo come "ora io mi sento meglio"

Esprimersi riferendosi alla natura è un modo per riconoscere che la psiche non sta nella testa, nei libri, nella cultura, ma è tutta intorno a noi.  Il mondo è come un giardino che si manifesta con alberi, sentieri, ponti ma anche metafore, intuizioni, insegnamenti e tutto ciò è a disposizione di ogni anima che passa.

"Noi oggi tendiamo a dimenticare che l'anima non è solo
dentro di noi, ma anche fuori di noi. E quando siamo in un
giardino, che si tratti di un giardino asiatico o di un giardino
alla francese o di qualunque altro tipo di giardino, si manifesta
qualcosa dell'"anima mundi". L'Anima del Mondo si rende visibile e,
anzi, si mette in mostra."

James Hlilman

Perché proprio il giardino come immagine per l'anima, e non tutta la natura?

Secondo Hillman il giardino rappresenta una metafora molto immediata della nostra psiche, con un delicato e sapiente intreccio di selvatico e di controllato, di spontaneo e di modellato. La sua ricchezza e complessità, data dall'intreccio dei sentieri, dall'alternarsi di prati fioriti e alberi verdeggianti, dalla vitalità di fontane e cespugli colorati, rispecchia la nostra natura interiore.

Tutto ciò che accade nel giardino, nell'arco delle stagioni, accade anche nella psiche: "La caduta delle foglie, la paralisi della vita durante l'inverno, lo schiudersi dei germogli, il movimento dell'acqua tra le rocce. Sono tutte esperienze che anche l'individuo fa, solo che le esprime con i concetti complessi della psicologia, mentre il giardino le esprime con il linguaggio della natura."

È interessante partire da uno spazio, da un luogo piuttosto che da idee e concetti; la relazione non rappresenta solo due persone in contatto ma comprende anche il luogo che le accoglie, e che quindi partecipa alla relazione.

Aprire lo sguardo per comprendere qualcosa che restava fuori dal nostro orizzonte non solo allarga la nostra prospettiva, ma capovolge un paradigma. Hillman infatti rovescia completamente il rapporto tra corpo e psiche, non più l'anima nel corpo, ma il corpo che passeggia in quel giardino che è l'anima. Noi siamo nell'anima e non l'anima in noi.

Molti eventi ci accadono ogni giorno ma solo di alcuni facciamo esperienza, solo alcuni entrano dentro di noi. Passeggiando in un giardino solo alcuni momenti vivono di anima, per il resto del tempo vediamo foglie alberi, acqua che scorre. Poi improvvisamente qualcosa prende vita. Possiamo dire che ci viene offerto molto di più di quello che lasciamo entrare.

 

 

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