Evidenza dell'ovvio

(24 maggio 2017)

EVIDENZA DELL’OVVIO


A volte, capita che le parole scompongano in frammenti l’universo del linguaggio. Quelle che scorrono nel libretto, l’Evidenza dell’ovvio, tendono al “nulla”, a un nulla che nella sua essenzialità manifesta la naturalità dell’ovvio. L’autore prova attraverso un linguaggio iconico (strofe) a evocare, con il corpo-cuore, figurazioni immaginarie-reali emergenti dalla compenetrazione empatica con il mondo della natura, là dove l’uno e l’altro si fondono nel “non due”;un tentativo, non soggettivante, volto a sbarazzarsi pacificamente dell’io e del sé e di tutte le illusioni incarnate dal Verbo.  Di fatto, sembra troppo facile avere a che fare con l’ovvio ed è per questo che gli uomini aspirano al complicato: invero, quanto è profondo e misterioso penetrare nell’ovvio.


Pietro Giorgio Chusei Zendrini

(Valsaviore 1953). Chusei è il nome da monaco ricevuto dal Maestro Engaku Taino, Scuola Lin-chi di Chan (Rinzai Zen), Bukkosan Zen shinji. Vive a Cevo in Valsaviore. Architetto, ha frequentato fin da piccolo i cantieri edili seguendo il padre emigrato in Svizzera, dal 1972 al 1974 ha lavorato come operaio. Con pazienza si rapporta con lo stato del necessarrio e su questa via negli ultimi anni "scava..." su quella che fu la condizione dell'abitare nel luogo di appartenenza, proponendosi di ri-prendere da: non-identità rurale, un abitare non dualistico e possibile ritorno al necessario essenziale, (natura-uomo, mezzo-finalità, soggetto-oggetto).

info

Quando

24 maggio ore 20,30

Presso Hakusha Brescia

Via Gabriele Camopzzi 8

Brescia

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